Brain Storming d’agenzia

 In Modus operandi

Cos’è il brain storming?
Il brain storming è una tecnica molto efficiente per aggredire in gruppo un problema (ma anche, paradossalmente, da soli) individuandone velocemente delle possibili soluzioni.
La tecnica non è certo nuova e, di solito, viene tradotta impropriamente come “tempesta di cervelli”, quando invece “cervello che assalta” sarebbe indubbiamente più calzante.

Cosa serve in un brain storming di gruppo?

a.     un Team Leader
b.     un obiettivo da raggiungere, ben argomentato dal T.L., specie sull’aspetto competitor
c.     un Team coinvolto
d.     carta, penna e post it
e.     una lavagnetta o un grande foglio da mettere sul Tavolo della Sofferenza (ogni agenzia ne ha uno, di quei tavoli, generalmente smacchiato dal sangue dall’ultima analisi di bilancio)
f.      eventualmente, per i discendenti del Marchese De Sade, un cronometro segnatempo

Come si procede?

Innanzitutto il Team Leader illustra il problema in maniera chiara e esaustiva, non mancando di rispondere agli eventuali quesiti. Insomma, il problema deve essere molto chiaro.

Mind Map
Ogni partecipante sacrificale a questo punto procede con la benefica mind map, ossia un disegnino (spesso terrificante) dove al centro viene posta una bubble con inscritto il problema e lateralmente, come un fiorire primaverile, comincia a disegnare le proprie idee di soluzione.
Badate, idee di soluzione, non indicazione di eventuali strumenti, solo idee. Arriverà, dopo animato dibattito interiore, la selezione di solo alcune di queste, anche se sarebbe meglio dire la deselezione delle impraticabili.
La mind map è davvero poderosa, credetemi. Al termine di questa fase, se un’idea convince ed entusiasma, ma anche se non ne è saltata fuori una di strabiliante, è bene sottoporre il pacchetto a quella che viene detta verifica SCAMPER.

La verifica SCAMPER

Tutti attorno al TdS, si osserva quella cosa orrida che si è disegnato e si comincia a romperle le scatole, ovvero si comincia a testarne la forza, la resistenza, la spina dorsale.
Infatti, SCAMPER è l’acronimo delle seguenti fasi:

  • SOBSTITUTE
    Cosa avviene se io cambio qualcosa nel quadro dell’idea, magari modificando qualche concetto?
  • COMBINE
    Cosa succede se l’idea la associo a qualche altro prodotto omologo?
  • ADAPT
    Si può adattare l’idea a qualcosa di simile? C’è già qualcuno che lo fa?
  • MODIFY
    E se l’aspetto ideato cambiasse? Parlo ad esempio di colore, forma, et similia.
  • PUT
    Simile ad Adapt, ma su progetti totalmente diversi. Funzionerebbe?
  • ELIMINATE
    Possiamo snellire, alleggerire, eliminare qualcosa o tutto è essenziale?
  • REVERSE
    E se per ipotesi facessimo l’esatto opposto di quello che abbiamo ipotizzato, cosa succederebbe?

Non siamo ancora convinti? Ottimo! Allora è il momento di dissezionare il concetto con la tecnica della selezione-opposizione.

Test selezione-opposizione
Per i più pignoli sarà una goduria. Si prende un foglio e lo si divide in tre colonne. Nella prima si indicano tutte le parole che caratterizzano l’idea. A fiume, senza avarizia. Nella seconda, invece, se ne devono selezionare solo alcune ritenute essenziali. Nella terza, si prova a far fluire una lista di parole opposte a quelle selezionate come distillato della prima. Non occorre divenire un dizionario dei sinonimi e dei contrari, ma occorre imporsi di ragionare in maniera contraria. Non è un giochetto lezioso, è un duro test di autoconvinzione dal quale escono, a volte, illuminazioni straordinarie.
Accanto a queste tecniche sadiche ve ne sono anche altre: disegnare flussi ipotetici, guardare immagini collegate, musica, video, appuntarsi cose da non fare, visualizzare esempi della concorrenza (che, volendo far bene le cose, saltano già fuori dall’analisi di SCAMPER e dalle onniscienti parole del Team Leader).

Conclusione
Il brain storming di agenzia, per i casi gravi che lo richiedono, è una medicina assai efficace, oltre che efficiente. In un tempo molto rapido produce i seguenti benefici:

  1. regola l’efficacia delle prestazioni del T.L. che, se sbaglia obiettivo o analisi, produrrà a cascata una massa di inutilità incredibile (e ho detto inutilità);
  2. coagula il gruppo che si interesserà del progetto, facendone emergere subito connessioni e interconnessioni (positive e negative);ì
  3. produce le migliori soluzioni singole che, anche se di primo acchito appaiono strampalate, possono essere vivace embrione di soluzioni brillanti di gruppo;
  4. è rapido ed indolore: nessun investimento è necessario, se non del tempo impiegato saggiamente.

Come detto, tutto questo sfoggio di muscolatura cerebrale va dedicato a problemi complessi, ma prendendo solo dei pezzettini della metodologia di brain storming, chi può dire che imporsi una mind map per i problemi del quotidiano, oppure una bella SCAMPER per chi si occupa di digitale (ad esempio tu, Principessina Sara, oppure tu Miss Giulia), faccia poi davvero male?

 

 

 

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