In Digital Life

Esistono dei trucchi per scrivere il post perfetto? Il perfetto post sul blog nasce quando la piacevolezza della lettura e l’utilità si incontrano, due facce della stessa medaglia. Se scritto in un italiano poco fruibile, vale meno di zero; viceversa, come ben noto, l’abito non fa il monaco e una scrittura forbita non fa il post.

Oltre all’utilità e alla piacevolezza, è prezioso tenere sotto mano una sorta di scaletta prima di scrivere qualsiasi contenuto sul proprio blog.

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8 SU 10 LEGGONO IL TITOLO, MA SOLO 2 CONTINUANO A LEGGERE

In primo luogo, alcuni dati: da una statistica ben nota su internet, risulta che otto visitatori su 10 leggeranno il titolo, solo due di questi si impegneranno nella lettura del post. L’approccio ai post sul web è fulmineo, le persone prima di leggere si limitano a scorrere velocemente le parole sullo schermo: è dunque di fondamentale importanza che il titolo sia in grado di attirare l’attenzione e induca il lettore a continuare la lettura del vostro post. Parola d’ordine: brevitas e fantasia, perché quella non può proprio mancare; saper giocare con le parole suscita fin dal primo impatto la curiosità del lettore.

In termini di SEO, i titoli non dovrebbero essere più lunghi di 55 caratteri, e volendo spaccare il capello, esiste perfino una formula matematica per realizzare il titolo del post ideale: Numeri + Aggettivi + Target Keyword + fondamento logico + promessa, e per maggiori chiarimenti basta guardare il titolo del mio post. Il titolo è inoltre fondamentale perché, se scritto in maniera accattivante, genera nel lettore la viva curiosità di leggere il post; le prime frasi dell’articolo, a cui il titolo indirizza, vanno a costituire la intro persuasiva, l’ingrediente sfizioso che invoglia a leggere il seguito del post, a tirare per la manica il lettore e a farlo rimanere nel nostro territorio. Se sei giunto fino a qui nella lettura, vuol dire che sono riuscita nel mio intento.

ANDATE ALL’ATTACCO

Dopo il titolo, è il momento di passare all’attacco, facendo leva sul copywriting persuasivo: il ritmo deve farsi incalzante, il lettore deve avere una chiara percezione di quello che sta per apprendere grazie all’articolo che gli scorre sotto gli occhi. L’intro persuasiva ha quindi lo scopo di accendere nel lettore il vivo desiderio di arrivare fino alla fine del post, senza che esso si affievolisca per la troppa lunghezza; se il contenuto del post è esteso, il writer deve rinnovare costantemente l’attenzione del lettore, offrendogli una promessa sotto forma di sottotitoli accattivanti. Anche le call to action, poste nel corpo o nei titoli di coda del post, sono elementi fondamentali per invogliare il lettore a commentare il post, interagire, condividere, spargere informazioni.

EMOZIONATE!

Bene, se siete giunti fino a qui siete riusciti a sedurre i vostri lettori; ora è il momento di conquistarne i cuori sviluppando una connessione emozionale. Costruire una connessione emozionale significa generare nei lettori dei veri e propri stati d’animo, e quando le persone si emozionano rivolgono maggiore attenzione a ciò che si sta loro dicendo, cioè ai nostri contenuti. Come svilupparla? Mediante il consueto copywriting persuasivo (domande retoriche, frasi decise o aforismi), oppure facendo uso dello storytelling, raccontando al lettore una storia appassionante, però veritiera.

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OFFRITE CONTENUTI DI VALORE

Il punto successivo rappresenta l’evoluzione della specie, cioè subentra quando si acquisisce una certa esperienza in materia di blog: la capacità di offrire un contenuto how-to di valore. Questo passaggio è la discriminante fondamentale tra blog mediocri e blog di spessore, perché servendosi di questo strumento, il blogger offre informazioni utili e condivide nozioni di grande valore. Questa strategia di solito si attua utilizzando una ricetta molto efficace: dati e percentuali che dimostrino il livello di credibilità dei contenuti, strumenti e software da utilizzare per migliorare i risultati e infine guide e tutorial chiari e semplici scanditi in step che spieghino le operazioni passo passo.

Qual è il segreto? Dare ai propri lettori informazioni utili, che si fissano nella mente e non si dimenticano. Qual è l’obbiettivo? Fare in modo che il lettore non veda l’ora di finire l’articolo per poter già applicare ciò che gli è stato insegnato. Insomma, bisogna offrire contenuti di valore che non annoino il lettore e lo spingano a passare all’azione una volta terminata la lettura; un’azione qualsiasi: leggere, condividere, sottolineare, tenere a mente; l’importante è che se ne parli.

FATE BRANDING CON LE IMMAGINI

Ultima, ma non in ordine di importanza, è la scelta dell’immagine. Bisognerebbe, infatti, cercare di scegliere l’immagine come se fossimo Coca Cola o Vodafone e non un’azienda qualunque. Mi spiego: il colore, la tonalità e il filtro dato all’immagine è rappresentativo di un brand, non a caso il più importante marchio di bibite al mondo e la telefonia più diffusa si avvalgono del colore rosso, così come la Wind dell’arancione. Da cosa derivano queste scelte? Fare branding. La scelta di grafiche, colori e immagini omogenee da parte di un’azienda permette di fissare più facilmente quel brand nella mente del lettore, favorisce il suo posizionamento nella loro memoria. Insomma, una strategia di SEO attraverso le immagini.

Il mio consiglio, comunque, si riduce a questa considerazione: informarsi, acculturarsi, leggere e assorbire come spugne tutte le informazioni possibili che il mondo ci trasmette, rimane il metodo più efficace per esporre contenuti convincenti. Certo, uno schema può rendere più strutturato e ordinato il nostro gioco, ma non possiamo raggiungere i nostri obbiettivi finali senza una sana curiositas.

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