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“Social media coso” è solitamente l’espressione più utilizzata per identificare una figura misteriosa e dal profilo incerto come il social media manager. Espressione che spesso declassa il poveretto in questione, relegandolo a un personaggio dalle sembianze quasi leggendarie.

imagesChi è lo “smanettone dei social”? Content creator, strategist, analyst, community manager, SEO specialist: chiamatelo come volete, il succo non cambia. È certamente una figura poco conosciuta, ma sempre più decisiva nell’orizzonte di internet e dei social media. Non è semplicemente “quello che sta su Facebook”, ma è una figura strategica, che modella come se fosse plastilina la web reputation di un’azienda, individuando gli strumenti migliori per farle acquisire visibilità.

Tutti coloro che pensavano di poter fare a meno di questo ruolo, hanno dovuto ricredersi scontrandosi con dati impattanti: circa l’80% delle PMI italiane, infatti, utilizza regolarmente i social media nelle proprie digital strategy e il 94% di queste lo fa per incrementare il proprio business. Le fan page aziendali, di brand o prodotti, sono circa 50 milioni e ogni mese in questi spazi di conversazione virtuale si muovono 2,5 miliardi di commenti e reactions. Tutto questo il social manager lo sa bene: si muove scaltro tra queste statistiche e le sfrutta a suo vantaggio. Perché, dunque, bisognerebbe abbracciare questa neonata ma promettente professione?

    1. È un lavoro come un altro, non è aria fritta come si pensa. Molti desistono dal buttarsi a capofitto nel settore, ritenendo il social media manager una posizione instabile senza un preciso ruolo o qualifica, in cui non ha senso investire sforzi. Errato. Il nostro amico smanettone non gioca su Facebook come si potrebbe pensare, ma analizza, monitora, ascolta, a volte coordina un team, pianificando strategie digitali ad hoc per aumentare l’engagment dei brand.
    2. È un lavoro imprevedibile (e creativo). Il settore del social marketing, nonostante sia già entrato a pieno regime nelle nostre vite, è relativamente nuovo. E in quanto nuovo appare come un settore mutevole, dinamico e plasmabile, un mestiere cucito addosso a personalità creative che amano lavorare in settori stimolanti e in continua evoluzione. Se il mondo di internet corre via alla velocità della luce, il social media manager sta al passo, dimostrando una naturale propensione al cambiamento.
    3. È un lavoro interattivo. Lavorare coi social media permette di stare in contatto con il mondo esterno più di quanto si pensi. Il social media specialist non sta solo a guardare, ma contribuisce fattivamente a cambiare le sorti e l’andamento delle principali piattaforme digitali. Uno degli aspetti sicuramente più affascinanti di questo lavoro è la capacità di influenzare e indirizzare le decisioni degli utenti, invogliandoli a intervenire, commentare, fare una scelta consapevole. Anche Zuckerberg deve aver capito il potere che queste figure stanno acquisendo sempre più, introducendo lo strumento delle interactions, con cui utenti e possibili clienti possono diventare essi stessi strumenti di marketing. A livello teorico, chiunque di noi potrebbe divenire un social media manager (dopo un’accurata preparazione).
    4. È un lavoro da Sibilla Cumana, cioè sei uno dei primi a sapere le cose. Nella società digitale la conoscenza è fondamentale e se avviene in tempo reale, tanto di guadagnato. Aggiornarsi costantemente rappresenta un arricchimento culturale e spirituale, aggiornarsi per lavoro comporta un arricchimento meno effimero e decisamente più concreto. Nell’articolato e affascinante mondo del marketing, essere aggiornati è decisivo per prevedere situazioni di crisi o nuove tendenze. Essere nell’occhio del ciclone, come un giornalista inviato nel bel mezzo di una calamità nazionale, è fondamentale per il nostro social media manager che deve sapere le cose ancora prima che accadano, o nel momento in cui accadono. Sicuramente saprà tutto dei trend, dei top topic e sarà il primo a comunicarli nella piazza virtuale dei social.

wersm-hiring-social-media-manager-geek-nerdInsomma, se fino ad ora avete anche voi attribuito al social media manager i tanto detestati nomignoli, imparerete ad amarlo alla follia, in quanto l’unica figura in grado di destreggiarsi tra gli oscuri segreti dei social, ma soprattutto l’unico che sappia convertire Facebook and co. da piattaforme ludiche in strumenti di marketing vero e proprio, scervellandosi per creare le migliori brand strategy che si siano mai viste.

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