In Digital Life

Una volta c’era lo shopping terapeutico, lungo e prolungato, un vero toccasana per l’anima femminile. Adesso c’è l’e-commerce, uno strumento che ha avvicinato anche gli uomini all’allettante mondo dello shopping, accorciando le distanze tra la persona e l’oggetto del desiderio.

I pulsanti “buy now” o “acquista” sono ormai parte integrante del nostro quotidiano e hanno letteralmente rivoluzionato il nostro modo di effettuare gli acquisti: oramai soltanto un click separa gli utenti dall’ultimo modello di scarpa, dalla linea più recente di abbigliamento, dall’ultimo ritrovato in fatto di bellezza o automobile. E la navigazione tramite smartphone non ha fatto che accelerare questo processo, rendendo immediatamente fruibili determinati prodotti che una volta si poteva soltanto sognare. Alcuni dati da annotare: negli Stati Uniti il mobile commerce oscilla tra il 15 e il 17% dell’intera quota del retail commerce e si pronostica che toccherà un valore complessivo di 120 miliardi di dollari entro il 2017.

Una cifra da capogiro, soprattutto se parliamo di aziende. I siti web accessoriati con un settore e-commerce, infatti, fruttano molti più introiti rispetto a quelli che ne sono privi, offrendo all’azienda l’opportunità di esibire i propri prodotti e mettersi in vetrina con estrema intuitività. Ma non solo: grazie al servizio di shopping online, l’azienda riesce a rimanere connessa 24 ore su 24 col proprio cliente finale, istituendo un filo diretto con lui; il prodotto non è più solo disponibile in orario di negozio, ma anche a notte fonda. Un bel vantaggio.

online-grocery-shopping

L’incremento dei siti e-commerce è la dimostrazione più evidente che le persone vogliono acquistare nella maniera più immediata e semplice possibile, dimezzando il tempo che perdono in colonna nei negozi, in un’era in cui la simultaneità delle azioni fa da padrona. Ma vediamo più da vicino i vantaggi di aprire un canale di vendita online nel 2016, soprattutto se siamo un’azienda che ha deciso di espandere la sua egemonia nell’etere digitale.

  • Ampliamento del mercato potenziale: uno store online permette di aver accesso a canali che prima non c’era la possibilità di toccare, anche oltreoceano o nell’altro emisfero, accorciando le distanze geografiche.
  • Maggiore flessibilità: in uno store fisico, se si vuole ampliare la gamma di prodotti offerti, bisogna espandere la struttura del negozio con un notevole dispendio di forze e denaro; nello store virtuale no: basta aggiungere semplicemente una categoria in più o approfondire quelle già esistenti.
  • Possibilità di misurare i ritorni economici: quando si fanno investimenti con mezzi tradizionali, come volantini o pubblicità tramite radio e tv, è difficile monitorare i ritorni economici. Con l’ e-commerce tutto è possibile: grazie alle campagne advertising con Google AdWords, con Facebook e con l’email marketing è facile accorgersi di ciò che funziona e ciò che non funziona, verificando in un nanosecondo i dati relativi al traffico generato, il CTR (Click Through rate) e i tassi di conversione in genere.
  • Utilizzo di più canali di vendita contemporaneamente: un’azienda può non servirsi solo del suo sito per aprire un canale di e-commerce, ma utilizzare anche altri marketplace, in diversi paesi esteri. Più canali, più vantaggi.

Tornando alla necessità di essere immediati, sarebbe utile, per le aziende, affidarsi all’esempio di due grandi marchi: Amazon e Coin. Il primo, infatti, offre la possibilità di fare uno shopping contestualizzato, modellato sul singolo utente e personalizzato sui suoi gusti. Il secondo rappresenta un modello di marketing di prossimità, laddove l’utente che ha scaricato la app del negozio, può ricevere sconti e promozioni in tempo reale, anche mentre sta entrando nel negozio o si trova nelle vicinanze. Tutte strategie per far sentire importante il cliente, coccolato dal brand, fidelizzato e contento; in questa maniera, risulta già soddisfatto nei suoi bisogni prima ancora che questi si manifestino. Mica male.

yourstory_e_commerce_logistics

É necessario, però, tenere presente alcuni accorgimenti per far fruttare al meglio il proprio store virtuale, per non renderlo inefficace o lasciarlo all’incuria del tempo. Innanzitutto, è opportuno considerare la continua interazione che intercorre tra online e offline, cioè tra e-commerce e shopping tradizionale. Gli utenti, infatti, a seconda dello scopo che vogliono perseguire, possono cercare informazioni online mentre sono in un negozio ed osservano un prodotto, o viceversa possono recarsi nello store fisico dopo aver visto un prodotto online. Con questo presupposto, è importante che l’azienda osservi e monitori tutti i movimenti dell’utente, gli indici di gradimento e il suo approccio al prodotto sia quando compra virtualmente che di persona, rendendo intuitivo il processo di acquisto.

In secondo luogo, è bene non sottovalutare il potere sempre dirompente dei social network. Sempre di più il primo contatto dell’utente col prodotto avviene su Facebook, perciò è importante coltivare l’uso che si fa della piattaforma, utilizzandola come ulteriore canale per concludere gli acquisti oltre al sito web aziendale. Da non scordare che, sempre più spesso, chi è in procinto di fare acquisti legge sui social recensioni e consigli sul prodotto: un ulteriore strumento per spingere il cliente finale a compiere l’azione. Lo scaltro Zuckerberg ha subito fiutato l’opportunità che i social possono fruttare alle aziende, inserendo nelle inserzioni dei prodotti il tasto “Buy now”, funzione che Google ha declinato come “Purchase on Google”, Pinterest come “Buyable Pins”.

E a chi ribatte opponendo all’e-commerce il piacere dello shopping più tradizionale, basato sul contatto umano e sull’interazione tra commessa e cliente, gli si può proporre l’utilizzo di live chat o personal shopper virtuali che assistono l’utente nelle fasi di acquisto, o danno consigli di stile e abbinamento. Anche se in apparenza è uno strumento che azzera il contatto fisico, è in realtà un mezzo di cui l’azienda si può servire per approfondire le relazioni coi clienti, cercando di offrire un servizio di supporto che aumenti, come di consueto, la fidelizzazione.

Insomma, occhi bene aperti: ben presto il nostro più fidato compagno di shopping non sarà più l’amica chiacchierona o il fidanzato sofferente che viene trascinato controvoglia nella giungla di negozi, ma il nostro fedelissimo e onnipresente smartphone.

Recommended Posts

Start typing and press Enter to search