In Modus operandi

Comunicazione integrata

Comunicazione integrata: si intende un’azione di integrazione tra tutti gli strumenti comunicativi, nella certezza che il messaggio indirizzato agli stakeholder, quale risultante da tale integrazione, sarà superiore alla somma derivante dall’impiego di ciascun singolo strumento

In altre parole redigere un piano di comunicazione integrata comporta l’impegno (e lo sforzo) di creare valore comunicativo aggiunto importante, poiché da esso nasce l’opportunità di raggiungere più di un pubblico portatore di interesse, sfruttando mirate declinazioni del messaggio e mettendo in capo ad ogni singolo strumento ciascuna declinazione.

Facciamo un esempio.
E’ necessario promuovere Orangiata, una nuova bevanda al succo di arancia, ottima di gusto, ipocalorica e confezionata in un comodo packaging molto resistente agli urti.
Da queste tre caratteristiche del prodotto (gradevolezza, assenza di calorie, facile e sicura portabilità) è presumibile poter isolare tre pubblici di interesse precisi: ragazzi golosi, persone attente alla salute, pendolari che consumano pasti veloci, magari sul posto di lavoro.

Piacere sensitivo, salutismo, praticità, in una sintesi molto asciutta.
Ora, sarebbe certamente possibile, nell’ambito della medesima adv su quoridiano, creare un pacchetto di messaggio cumulativo: “Orangiata, attenta alla tua salute e pronta a soddisfare la tua sete ovunque”.

In questo modo, rimetteremmo a ciascun stakeholder il compito di “sezionare” il messaggio, trovandone il brandello di proprio interesse. E la cosa potrebbe certamente funzionare, non v’è dubbio. Ma anche passare inosservata, poiché il vivo dell’interesse è composto. O anche perché il luogo in cui esponiamo è generico (quotidiano).

Ma se pensiamo di mettere il concetto “praticità” in capo a pubblicità posizionate sui mezzi pubblici, marcando il concetto di dinamismo e portabilità con qualcosa come “Orangiata soddisfa la tua sete ovunque” e poi di marcare la “salute” con apposite pagine pubblicitarie su riviste di lifestyle o di tempo libero marcando il messaggio “Con Orangiata vivi il piacere del succo d’arancia senza sacrificare la linea” e poi sul web con adv su YouTube destinate a un pubblico giovane, dal tono secco ed immediato del tipo “Chi beve Orangiata ha la tipa assicurata” (sto scherzando!) riusciremmo certamente a mirare al “bersaglio grosso” in maniera più mirata.

Questo è il valore aggiunto del messaggio che andremmo a creare.
Fiere, eventi, comunicati stampa, adv, materiale divulgativo, web, tutti strumenti potenti che divengono ancora più affilati se veicolano un messaggio specifico all’utente a cui sono destinati.
Edward Freeman costruisce il concetto di stakeholder come insieme di soggetti, diversi tra loro, ma senza i quali l’impresa non sopravvive.

Ecco quindi un buon motivo per pensare ad un investimento dedicato all’apertura di un dialogo verso di loro, non disperdendo energie in uno scenario già dispersivo.
L’impresa innanzitutto.

 

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