In Digital Life

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Si chiama Ello ed è già stato ribattezzato dagli anti-Zuckerbergiani come l’anti-Facebook, perché punta sull’assenza di pubblicità e si presenta con un manifesto in cui promette di non trattare gli utenti come merce. Ma partiamo dalle basi: Ello è un social network in controtendenza con tutti gli altri, dove si può entrare anche senza dichiarare apertamente il proprio nome anagrafico. Fine della prima preoccupazione.

Libertà di espressione allo stato puro, quindi, stando alla volontà del suo fondatore, Paul Budnitz, proprietario di un negozio di biciclette nel Vermont che ha deciso di fondare questa community digitale formata da “gente che si vuole bene”. In Ello, tutti possono essere chi desiderano essere, chiamarsi Tex, Pinco Pallino o Superman.

Una community dove prima di entrare si firma un manifesto con le parole “I agree” oppure “I disagree”, e chi fa il cattivo e non concorda, viene reindirizzato direttamente a Facebook. E non è una mossa ironica secondo Budnitz: “Ello non è per tutti, e chi non vuole usarlo può rivolgersi a un’alternativa migliore. Noi vogliamo creare una community piacevole”. E che community, oserei dire. Il social Ello, o l’anti-social Ello, da una contenuta casta di eletti si è ben presto allargato raccogliendo sempre di più nuovi adepti, con una media di 40.000 richieste all’ora (all’ora!).

Libertà personale, ma anche dalla pubblicità. “Il social di Zuckerberg è talmente pieno di pubblicità che facevo fatica a trovare i miei amici, e per qualche motivo aveva anche deciso che sono una donna di mezza età a cui piacciono le calze a rete”, ha dichiarato ironicamente Budnitz. L’intento è quello di creare, quindi, una comunità digitale dove domina il principio del “tutti amici e volemose bene”, senza il pensiero che tutti i nostri like, le nostre passioni, le nostre amicizie e i nostri post vengano convertiti in dati monetizzabili. Fine della seconda preoccupazione.

Sì, ma come fa a mantenersi? Giusta domanda. Il proposito del suo fondatore è quello di far crescere Ello e migliorarlo, provare a monetizzarlo grazie a microtransazioni legate a quelle che Budnitz chiama “App”. ben presto Ello si configurerà come un App store, dove le funzioni base rimarranno gratis, mentre chi vorrà vivere l’esperienza di Ello migliorata potrà acquistare App dedicate che costeranno uno, due dollari al massimo. Vedremo ora cosa si inventerà Zuckerberg per continuare ad avere il dominio interstellare del web.

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