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Non c’è niente di meglio che trascorrere Halloween guardando un film horror, alcuni loghi nel cinema sono diventati delle vere icone. Eccone alcuni.

L’esorcista
loghi horror halloween

Nel classico del 1973, la ragazzina posseduta dal demonio era talmente terrificante da provocare svenimenti in sala, fin tanto che le autorità inglesi decisero di bandirlo. Creato da Dan Perry come parte della sequenza iniziale dei titoli, questo logo richiama ai temi religiosi del film in modo sottile ed elegante.
In contrasto con lo stile “cartoon” dei titoli horror degli anni 50 e 60, Perry progettò un carattere “semi-graziato” e formale che ci si aspetta di trovare in una Bibbia cattolica e che, grazie anche all’accostamento del rosso sul nero, lo fa risultare tremendamente sinistro.

Scream

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Reinventando l’horror sulle armi da taglio e abbattendo i suoi clichè (i protagonisti sono perfettamente consapevoli degli stereotipi horror), questo film del 1997 ha portato il genere nell’era moderna. Il logo pulito e minimalista ha trasmesso una sferzata di contemporaneità al pubblico giovane degli anni 90. E come non amare il riferimento all’accoltellamento nella M finale.

The Blair Witch Project

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Nel 1999 The Blair Witch Project ha dato origine a un nuovo genere, il “found footage”: l’intero film o buona parte è presentato come una serie di filmati ritrovati spesso testimonianza di persone scomparse o morte e gli eventi sono visti sullo schermo attraverso la camera di uno o più personaggi coinvolti nella vicenda, spesso con una voce off-screen. Grazie a questo film prese piede un modo totalmente nuovo di fare marketing cinematografico. Invece di apparire solo sui manifesti, il logo inizialmente circolò in internet, associato ad altri elementi visivi del film, come se fosse una storia vera. Fu uno dei primi casi, e di maggior successo, di quello che poi sarebbe diventato viral marketing.
Il logo dal lettering frastagliato e sinistro e l’emblema della sagoma umana fatta di legno si staglia oggi come un classico del logo design.

The Ring

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Film del 2004, The Ring è un horror psicologico su una videocassetta maledetta. Si tratta di un remake hollywoodiano del superbo film giapponese Ringu. Ma se parliamo di logo, la versione americana vince su tutta la linea. La natura impazzita della scrittura infantile e asimmetrica e il cerchio luminescente che la circonda creano un effetto finale originale e inquietante. Aggiungere un tocco rosso sarebbe stato sicuramente superfluo.

28 Giorni Dopo

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Uno dei primi film horror moderni sugli zombie questa produzione della Brit-flick resta incredibilmente originale, e lo è anche il suo logo. Unendo un’estetica contemporanea che si rifà ai graffiti e agli stencil ad uno stile medievale che richiama le corna del diavolo, abbiamo un risultato allettante e sinistro.

Paranormal Activity

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Prendendo il concetto del found-footage di The Blair Witch Project e un basso budget da blockbuster, Paranormal Activity è diventato uno dei più grandi franchising horror moderni. Il logo freddo e minimale e le lettere maiuscole evocano la realtà digitale, mentre le linee sfuocate, il kern ampio e lo schema “rosso su nero” sono un chiaro richiamo al contenuto horror del film.

Saw

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Cavalcando l’ascesa del genere “torture porn”, Saw ha generato un nuovo senso di disgusto verso questo genere di film. E questo logo ritorto e deformato è perfettamente in linea con le reazioni che intende suscitare. Distorto e fuori fuoco con lettere deformi e graffiature metalliche, il logo anticipa esattamente gli episodi orribili che si vedranno nel film.

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