In Digital Life

Ovviamente, per fenomeno mi riferisco alla pura etimologia del termine, “ciò che è visibile ai nostri occhi”, non a un fatto di particolare significato. Una brava purista dei testi vergati su carta sa, infatti, quanto questo argomento può essere spinoso.

Ciò che ha suscitato in me il desiderio di scrivere due righe sull’argomento, è stata la lettura di un articolo che parlava di Wattpad, dove il fondatore, gonfiandosi il petto come un pavone, asseriva: “Con il mio Wattpad il libro sopravviverà”. Insomma, il signore Allen Lau si dichiara il Messia della moderna editoria, il detentore degli ultimi segreti sul mercato del libro.

E poverino lui non c’entra. Ha solo fiutato le opportunità che una simile invenzione poteva offrirgli, visto e considerato che l’editoria tradizionale sta gradualmente andando a fondo. Di fatto Wattpad, poi, risponde spontaneamente alle esigenze della generazione di scrittori post-computer, abituata a digitare le proprie emozioni sullo smartphone e a comunicarle.

PicOneNon è che una piattaforma, al pari di Facebook, dove gli adolescenti possono raccontare le proprie storie in tempo reale, pubblicare romanzi a puntate dove la parola d’ordine è brevità: 15 minuti per capitolo, da leggere nel tragitto casa-lavoro, o in coda al supermarket.

Insomma, una vera rivoluzione: l’editoria che diventa prima digital e poi fruibile da parte delle masse, con tutte le conseguenze del caso. La caratteristica più innovativa (più sovversiva direi io), che contraddistingue questa nuova piattaforma è sicuramente il self-publishing, la possibilità di pubblicare il proprio romanzo senza passare per l’editore, come accadeva ai classici di un tempo. Chiunque, in questa maniera, può identificarsi con uno scrittore.

wattpadWattpad finisce, insomma, per annullare l’autorità di due figure chiave: lo scrittore e l’editore; appena l’autore clicca sul comando di invio, la sua opera passa immediatamente tra le mani dei lettori, che possono commentare, o apportare modifiche sul testo a proprio piacimento, divenendo editor improvvisati. O, fatto ancora più assurdo, si arriva ad un ribaltamento dei ruoli: I lettori hanno il potere di influenzare la trama del romanzo, intervenire con consigli di stile o suggerimenti contenutistici e grammaticali.

Insomma, se dovessi rivolgermi direttamente al signor Allen Lau, gli direi che con Wattpad sopravvive semmai l’idea, pallida e remota, del libro tradizionale, che profumava di carta appena stampata e dell’autorevolezza del suo autore, considerato intoccabile dal lettore. Un tempo esisteva la censura, sì: ideologica, politica, religiosa. La fantasia e la creatività, però, erano ancora proprietà intellettuali dell’autore, non materia da strumentalizzare sui social.

Qualcosa di positivo, comunque, di sicuro c’è: nel contesto alienante dei social, delle app, dei gaming, con Wattpad i giovani non si accontentano di leggere superficialmente una storia, ma vogliono sentirsene parte. Non più solo zombie che assistono passivi al bombardamento di news dato dai social e co., ma parte attiva dell’ecosistema digital nel quale ormai si trovano a vivere.

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