In Out Of The Blue

Molti grandi marchi e i loro loghi fanno parte della nostra vita tutti i giorni. Alcuni ci accompagnano addirittura da quando siamo nati e nel tempo li assimiliamo e incameriamo come punti fermi della nostra memoria visiva.
A livello nazionale è il caso del logo Rai.

La Rai nasce negli anni 20 e sono nel 1944 assume la dicitura attuale. Il primo marchio è stato disegnato nel 1948 da Erberto Carboni ed era caratterizzato da lettere fortemente squadrate. Carboni oltre al marchio e alle sue applicazioni sulle pagine pubblicitarie studiò anche le prime sigle televisive e il marchio “TV” del 1953 che compariva nella sigla del primo telegiornale.

Schema di riferimento

Il secondo marchio fu realizzato nel 1970 dal responsabile interno della grafica aziendale Rai, Alberto Ribera. Il logo, pur essendo ancora squadrato, si presenta con lettere minuscole e ha degli elementi tondeggianti: il grande pallino della “i” e quello della “r” che si fonde con la lettera “a”.

Schema di riferimento

Nel 1977 con l’avvento delle trasmissioni televisive a colori e l’inaugurazione della Terza Rete si rende necessario lo studio di un nuovo marchio che potesse essere declinato e che diversificasse Rai Uno, Rai Due e Rai Tre ed è nel 1983 che Giorgio Macchi disegna il nuovo marchio. Le tre lettere sono arrotondate maiuscole e unite tra loro. Per l’identificazione delle Reti vengono scelti tre simboli: la sfera blu per Rai Uno, il cubo rosso per Rai Due e un tetraedro verde per Rai Tre.

Schema di riferimento

Questa versione dura fino al 1988 quando l’azienda, a fronte della concorrenza di altre reti private decide di chiedere allo stesso Macchi un restyling del logo. Le lettere vengono separate, viene inserita la bandiera italiana, le “e” delle tre reti in particolare vengono squadrate e il logo, ridisegnato sulla base del precedente, assume una connotazione più moderna e solida, oltre ad essere più leggibile.

Nel 2000 l’immagine Rai subisce il cambiamento più radicale: attraverso l’illusione del positivo-negativo la sagoma delle ali di una farfalla disegna due profili di volti rivolti uno verso l’altro, la font usata è il futura.

Schema di riferimento

Con l’avvento del digitale terrestre i marchi vengono ulteriormente uniformati e racchiusi in due quadrati a formare un rettangolo: nel primo l’acronimo in bianco, nel secondo il numero del canale in cifra.

marchio-rai-15

Arriviamo ad oggi: lo scorso 12 settembre è stato annunciato un nuovo cambio d’abito: il protagonista del nuovo look resta il quadrato ma in nuova veste, dal design che “affonda le proprie radici nella tradizione modernista, dove l’approccio minimale è sinonimo di semplicità e di un’immagine più inclusiva e immediata”, come si legge sul sito.

1280x720_1473440874226_nuovi-loghi-rai

Diverse, ma sempre riconoscibili e fedeli alla tavolozza originaria, sono le sfumature dei tre canali principali. Rai 1 presenta un blu più caldo del precedente, grazie all’introduzione di una punta di rosso, mentre il rosso di Rai 2 accentua il tono carminio. Rai 3 ha un verde più chiaro. Con Rai 4 invece, viene introdotto il colore viola scuro al posto del magenta acceso precedente. Altre modifiche grafiche sono state fatte alle sigle e ai promo pubblicitari, (detti bumper) ora dall’aspetto più moderno con l’obbiettivo di attirare l’attenzione di un pubblico di ogni età, ma soprattutto di definire un’immagine aziendale unica e distintiva.

Recent Posts

Start typing and press Enter to search