In Out Of The Blue

 

image1Questo inizio settimana, per chi non se ne fosse accorto ha casualmente concentrato una serie di eventi di largo interesse e scatenato la corsa all’opinione.

L’Italia ha giocato la sua prima partita di questi europei e tutti come di consueto si sono trasformati in allenatori della nazionale. Ma vogliamo veramente parlare di questo?

No, perché da non appassionato di calcio e da persona fortunata, nel mio ufficio questo topic non ha mai sfiorato le nostre conversazioni. Perché questo preambolo? Solo per ricordare che nella stessa sera/notte di lunedì in rapida successione hanno avuto luogo due eventi che stanno contribuendo alla diversa metodologia di fruizione delle novità tecnologiche.

Parliamo del WWDC e dell’E3 2016. Probabilmente le sigle non suggeriscono molto ai più, ma vediamo di fare un breve recap.

La world wide devolopers conference più nota come uno dei due eventi annuali della Apple dove la casa di Cupertino presenta quelle che saranno le innovazioni per quanto riguarda il suo ecosistema di device.

WWDC2016Tralasciando le novità in questione dell’anno per cui vi rimando al completo articolo della mia collega Sara http://blog.ipsofactory.it/apple-news/ vorrei soffermarmi sul format. L’Apple negli anni ha trasformato una conferenza da addetti ai lavori ad uno show in grado di lanciare una comunicazione e spostare le tendenze.

Tutto ciò ha sviluppato un modello che è stato preso ad esempio e sviluppato anche da altre aziende che con l’innovazione e la tecnologia sono decisamente coinvolte; questo ci porta all’altro acronimo sconosciuto, ovvero E3, Electronic entertainment expo, evento annuale che si tiene a Los Angeles che presenta tutte le novità in campo video game per l’anno in arrivo.

Volendo concentrarsi sul focus di questo post e non su quello che è stato presentato a questi eventi, vorrei cercare di porre l’attenzione su come è cambiato negli anni l’approccio ad essi, perché la novità non deriva dal fatto che vengano organizzati, quello si fa da tempo, ma da come essi siano attesi e seguiti dal grande pubblico. Ne conseguono dirette live di portali giornalistici di settore che evolvono nei giorni successivi in informazioni e attese per l’evoluzione dei mesi imminenti del mercato.

E3image1-999x666Anche se spesso passa in sordina per chi etichetta questo mondo di “giocattoli per bambini”, quest’industria fattura miliardi di dollari l’anno e conta investimenti da casa di produzione cinematografica per lo sviluppo dei titoli più rinomati (non a caso aziende come Sony e Microsoft che forse avrete sentito sono coinvolte).

Dove voglio arrivare? Non a spingervi ad entrare nel mondo dei videogiochi (anche se potreste trovarla una forma di intrattenimento molto interessante), ma a tenere d’occhio quest’industria e come essa opera in campo di marketing e comunicazione, dato che queste sono le tematiche che affrontiamo ogni giorno.

Osservare come questa fresca industria segmenta il suo target e sceglie il canale più appropriato per lanciare un messaggio che colpisca persone delle età più disparate e soprattutto in costante crescita.

Potreste scovare delle analogie, o forse l’ispirazione per creare una comunicazione diversa e avvincente.

Ma questo è solo il pensiero di un nerd che si diverte a giocare dal 1996.

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