In Modus operandi

Dal nostro punto di vista d’agenzia di comunicazione, l’approccio al settore agroalimentare necessita di un’analisi complessiva sviluppata a partire da due punti cardinali precisi: l’andamento del mercato in termini di prodotti agroalimentari nazionali (import/export) e l’andamento di mercato complessivo a livello mondiale in termini di produzione. Il perché di questa duplice osservazione risiede nella nostra necessità interna di maturare competenze di prodotto diverse: da un canto un approccio business to consumer dato dal prodotto vero e proprio (biscotti, pasta, caffè, olio et alii) e dall’altro canto un approccio business to business dato dalla industria dei macchinari e delle linee di macchinari destinati alla produzione (spesso B2B2C).

I dati ISMEA pubblicati il 17 ottobre 2016 indicano una dinamica di settore positiva, che riflette il significativo aumento delle vendite all’estero dell’industria alimentare italiana (+13,5% su base annua) e la buona performance dell’export di prodotti agricoli (+6,5%). Accanto a questo dato va aggiunta una diminuzione del grado di dipendenza dall’estero dell’Italia per i prodotti agroalimentari, con il saldo normalizzato del valore degli scambi commerciali che passa dal -8,3% dei primi 8 mesi del 2015 al -6,5% del corrispondente periodo 2016.

La questione dell’export, nell’industria agroalimentare italiana, rappresenta un fattore di divisione sostanziale nel panorama dimensionale delle aziende stesse: UBI Banca, in un documento orientato da una rielaborazione dei dati ISTAT del 2011, indica con chiarezza anche un profilo di settore in cui il food agisce differentemente dal beverage; per quest’ultimo, infatti, le prospettive di sviluppo sono legate strettamente all’internazionalizzazione e ad eventualità di M&A spinte dalla ridotta disponibilità di capitale finanziario.

UBI Banca - Business Analysis - Mercato agroalimentare - Ipsofactory Studio PadovaBusiness analysis UBI Banca su dati ISTAT 2011: Industrie food & beverage per mercato di rifwerimento

 

In buona sostanza, considerando anche l’andamento mondiale del settore agroalimentare, ci è consentito considerare che eventuali strategie di marketing debbono essere sviluppate con prevalenza B2C per il mercato interno e B2B e B2C (B2B2C) per il mercato internazionale, con un occhio di particolare riguardo ai mercati asiatici in costante crescita.

settore agroalimentareExport dei prodotti agricoli: +6,5% su base annua (dati ISMEA)

 

Che tipo di armi deve affilare, quindi, un’agenzia che si propone come supporto al marketing dell’industria agoalimentare? In termini di B2C è possibile indicare immediatamente una visione articolata che considera la particolare sensibilità del consumatore verso prodotti speciali: bio, territoriali, di qualità e salutari (con attenzione alle diete, vegani, vegetariani et similia). I grandi brand, di awarness consolidata, continueranno a mantenere posizioni di mercato, specie per le produzioni con domanda ad elasticità rigida non adattive alle tendenze di consumo, mentre per nuovi brand di fedeltà ristretta si presenta l’opportunità di esplorazione di nuove sezioni di mercato specializzate come quelle citate.

agroindustria - linea di produzione -Ipsofactory Studio PadovaIndustria agroalimentare: sezione grafica di una linea di produzione della pasta alimentare Pavan Group (all rights reserved)

 

Discorso completamente differente riguarda invece l’industria che produce macchinari e linee di macchinari destinati alla realizzazione di prodotti finiti o semilavorati destinati al consumo finale. Sulla base dell’andamento di mercato e anche sull’esperienza maturata, i mercati asiatici rappresentano un’opportunità interessante, specie se i valori sostenibili attraverso l’offerta sono di quality manifacturing e food safety. Per il mercato statunitense, invece, che spesso importa linee italiane per la produzione destinata anche ai mercati asiatici, la caratteristica ricercata è la personalizzazione della soluzione, al fine di avere flessibilità di impiego, oltre alle citate caratteristiche di qualità.

Insomma, un mercato complesso, spesso decisamente più complesso della semplificazione fatta in questo post al fine di classificare per sommi capi il settore. Un mercato complesso, ricco di specificità localizzate, in continua espansione e con richiesta di partner in grado di saper interpretare la materia tecnologica e i diversi linguaggi necessari a comunicarla.

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