In Digital Life

Nel precedente post, vi ho intrattenuto con tutti i vantaggi che uno strumento infografico può far riscuotere nella realtà comunicativa e aziendale nella fattispecie. Vantaggi che, però, come tutte le cose, si ottengono nella misura in cui si coltivano step by step con impegno, passione e, ovviamente, con un pizzico di creatività.

Come già detto, infatti, l’infografica è uno strumento affascinante, in grado di riassumere nella maniera più semplice e intuitiva possibile concetti anche complessi e difficili da assimilare, dimezzando i tempi di lettura dell’utente medio e aumentandone al contempo l’interesse. Per realizzare un’infografica di successo, in grado sprigionare massime potenzialità che possano infine essere convertite in un business reale, specie se si è un’azienda, è opportuno seguire alcuni accorgimenti.

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Fase preliminare: studiare il target di riferimento

Non si può avere il paraocchi quando si realizza un’infografica, ma bisogna guardarsi attorno e interrogarsi sulla categoria di pubblico che troverebbe il nostro lavoro interessante, insomma il target di riferimento. Dopo aver selezionato la nostra platea digitale, bisognerebbe scegliere uno stile comunicativo in linea con lei che sia stuzzicante, stimolante, curioso. La definizione del pubblico influirà sulla tipologia del linguaggio, che sarà tecnico o informale a seconda del target scelto. Per quanto riguarda i contenuti, fondamentale è selezionare informazioni mai banali, di ristretta diffusione. Lo scopo è dare un’informazione d’élite, che incoraggi alla lettura dell’infografica.

L’idea vincente, comunque, non nasce mai per caso: a tal proposito, un’analisi dell’attività che avviene sui canali social e sui siti è un altro mezzo funzionale alla creazione dell’infografica. É importante, infatti, studiare le passioni e gli interessi dell’utente medio nel settore che si va a trattare, attraverso sondaggi o questionari di valutazione. Lo scopo dell’operazione in questione è sondare cosa attira di più l’utente del prodotto che il brand promuove, attraverso un’analisi sulla query di ricerca verso il sito, o sui trend di ricerca della rete.

Seconda fase: organizzare i dati prima di creare l’infografica

Il processo di informazione è alla base di qualsiasi procedimento creativo: quando si realizza un’infografica bisognerebbe raccogliere dati da fonti autorevoli, selezionando un paio di punti chiave al fine di ottenere un impatto d’effetto sul pubblico di lettori. Una volta raccolti dati e statistiche, bisogna convogliarli in messaggi sintetici ed efficaci, dato che, come già annotato, il lettore digitale dedica sempre meno tempo alla lettura di contenuti, dando la precedenza alle immagini.

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Non ha senso, quindi, raccogliere una gran mole di informazioni, l’importante è scegliere quelle che denotano qualità e riassumerle in percentuali o numeri, capaci di attirare maggiormente l’attenzione. Una volta raccolti, i dati vanno organizzati, destrutturati in parole, numeri salienti o grafici (a torta o barre), destinati a rimanere più impressi nella memoria. La loro distribuzione deve seguire un filo logico, seguendo un design che strutturi il testo secondo le modalità del racconto o storytelling; insomma, l’infografica non deve diventare un’accozzaglia di dati, ma uno strumento con un layout predefinito. Con InDesign o Canva si può creare infografiche ad effetto, pur non essendo dei grafici professionisti.

Infine, è opportuno prestare attenzione a due elementi: in primo luogo al titolo, che come negli articoli di giornale dev’essere molto evidente e in grado di colpire il lettore; in secondo luogo, alle immagini, che assumono maggior peso rispetto al testo e dovrebbero svilupparsi in senso verticale, in blocchi distinti per differenziare gli argomenti. Una volta individuato lo stile dell’infografica e la destinazione, bisogna scegliere la cromia e i font in base al proprio pubblico e all’obbiettivo preposto: ogni dettaglio può fare la differenza.

Terza fase: condividere sul web, sui social e monitorare i dati

Questa è sicuramente la fase più soddisfacente e rappresenta il momento in cui raccogliamo ciò che abbiamo premurosamente coltivato. Una volta creata l’infografica, sarà necessario veicolarla nel migliore dei modi e renderla virale nel web, attraverso i social network, l’e-mail marketing etc. A tal proposito, è importante inserire un codice embed sotto l’infografica, in modo tale da far sapere che chiunque la voglia condividere sul proprio blog è autorizzato a farlo.

Insomma, se si presterà attenzione a questi accorgimenti, si riuscirà a realizzare un alleato efficace per il proprio business, riuscendo con un solo strumento a rappresentare sinteticamente una grande quantità di informazioni, in un design facilmente ricordabile e assolutamente piacevole.

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