In Modus operandi

La comunicazione ha origine nella narrazione, nella scrittura, nella stampa, nella fotografia e nella musica.

LE ORIGINI DELLA COMUNICAZIONE MULTIMEDIALE

Par parlare delle origini della comunicazione dobbiamo far riferimento a tre rivoluzioni:

  •  chirografica: nasce due milioni di anni fa e vede dominare l’oralità  fino al 3500 a.C poiché l’invenzione della scrittura permise la conservazione del sapere su materiali quali la pietra, l’argilla ecc. e il distacco dell’individuo dal gruppo.
  • gutenberghiana: nel 1456 Gutenberg inventò la tipografia e di conseguenza la stampa che diffuse la cultura di massa e quella individuale favorendo la nascita dell’individualismo e del nazionalismo.
  • elettrica: nel 1900 la nascita degli strumenti elettrici, elettronici e telematici, veri e propri strumenti rivoluzionari, portò al cambiamento della dimensione globale nel mondo delle comunicazioni. Oggi, in piena era digitale, gli strumenti e le tecnologie si incontrano con le reti telematiche e le nuove frontiere della comunicazione di massa passano attraverso l’interazione reciproca tra questi due mondi.

LE ORIGINI REMOTE

Durante la seconda guerra mondiale i militati si interessarono alle tecnologie informatiche per decifrare i codici nemici passando poi, durante la guerra fredda, all’ applicazione dell’elettronica per comandare dal computer le armi nucleari. Nacque così internet : la rete decentralizzata che utilizza il sistema telefonico, abilita il trasferimento di dati digitali tra due punti del pianeta diversi. Le novità che introdusse furono due: il decentramento e l’assenza di perdita di dati. Negli anni Sessanta e Settanta, nasce una sorta di contro cultura che ha come principali tematiche l’accentuazione del potenziale di democratizzazione del computer e la visione di esso come supporto: “il medium è il messaggio e il cambiamento che ogni nuovo medium introduce è più significativo del contenuto stesso che veicola” (Mc Luhan). Si passo così alla visione della tecnologia come potenzialmente liberatoria, come strumento del cambiamento sociale e come cambiamento della nostra storia.

LE ORIGINI PROSSIME
Un Congresso del 1987 vide la partecipazione di due celebri visionary: Nelson ed Engelbart. Engelbart vedeva il computer come partner della persona, manipolatore di simboli di qualsiasi tipo a cui vengono delegate funzioni. Nelson inventò il termine “ipertesto” (tecnologia anticipate da Bush) e propose tre modalità diverse per l’insegnamento: quella tradizionale, quella con il computer e quella ipermediata. ”Lasciate che lo studente scelga ciò che desidera studiare. Che decida quando desidera sottoporsi ad una prova e dategli un grande varietà di materiale e opportunità…in queste condizioni gli studenti saranno interessati a raggiungere molto più di quanto raggiungerebbero all’interno della normale istruzioni” .

ANALOGICO E DIGITALE

La chiave della comunicazione multimediale è la digitalizzazione (conversione di qualsiasi tipo di informazione, in un codice speciale che le macchine possono riconoscere, capire e rielaborare), bisogna però fare una distinzione tra analogico e digitale.
 I segnali analogici sono disposti lungo uno spettro continuo, sono più consoni alla nostra percezione, che ci sembra più precisa ma in realtà non lo è. I 
segnali digitali sono invece la rappresentazione di segnali in una forma numerica particolare detta codifica binaria codificata attraverso bit.
 Il pregio dell’informazione è toglierci dallo stato di ambiguità nel quale siamo in un determinate momento: più possibilità fra cui scegliere più sarà il contenuto informative della nostra scelta.

MULTIMEDIALITà COME ELABORAZIONE DI IMMAGINI E DI SUONI

Le immagini e i suoni hanno tutta l’apparenza di essere analogici. Quando codifichiamo un’immagine dobbiamo tenere presente il suo valore informativo: maggiore è la risoluzione e più l’immagine sarà informativa. Il suono è analogico ma può essere digitalizzato con un convertitore analogico-digitale.

LA CONVERGENZA AL DIGITALE

Una delle conseguenze più significative della rivoluzione digitale è che tutto può essere convertito in codice digitale. Ci sono due ragioni che rendono efficace la rappresentazione in formato digitale delle informazioni: la prima è che il computer è uno strumento potentissimo per operare su questa informazione, per conservarla, elaborarla e trasmetterla su rete. La seconda è che il computer dispone di un unico linguaggio per trattare e rappresentare informazioni di tipo molto diverso su un unico strumento.

 

Per conclude, a provvedere per il futuro sarà la distribuzione su rete anche del più avanzato “testo” multimediale. I protagonisti non sono i file quanto la comunicazione che viene scambiata attraverso essi, che viene facilitate e moltiplicata. I materiali sono modificabili e costruiti attivamente grazie all’intervento dei frequentatori di internet. Tutto ciò per lo scopo finale: il Giant Global Graph, piattaforma in grado di gestire legami tra le persone, tra i dati o oggetti presenti in rete con la maggiore efficenza possibile.

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