In Digital Life, Out Of The Blue

Il copywritismo rappresenta un movimento dai lineamenti che appaiono oscuri alla maggior parte delle masse. Chi sarà quella figura evanescente che prende il nome di copywriter che batte incessantemente sulla tastiera, le dita o la testa a seconda dei casi?

La vedi spuntare tra un foglio e l’altro, farsi strada tra il fruscio dei post-it, cercando di non venire fagocitata dalla mole di libri e articoli impilati sulla sua scrivania. Ma chi è veramente il funambolo delle parole, capace di saltare da una frase ad effetto a un’altra, stupendo i suoi clienti/lettori con i testi più mirabolanti che riesce a trovare? Non è un giornalista, né uno scrittore. Il copywriter, per come la vedo io, è un pensatore creativo. Un meditatore zen delle parole.

Nerd-copywriterIl copywriter non è solo un produttore di testi per il web, per brochure, calendari, articoli per blog e quant’altro. Il copywriter scrive poco – sembra una blasfemia ma è così – perché la verità è che pensa molto. Pensa, medita, si informa, assorbe come una spugna tutte le notizie succulenti che più lo attraggono, consapevole che la sana creatività nasce da una mente aperta, multiforme e cangiante, in grado di apprendere e provare stupore per le cose, anche dopo anni di esperienza. Medita e poi trasforma il tutto nella magia di parole ben calibrate, significative ed essenziali.

Il suo compito sembrerebbe facile, potrebbe ridursi a queste scarne parole: comunicare l’aspetto fondamentale di un prodotto/servizio attraverso le parole giuste per un determinato target. Ma ciò non basta, perché dietro c’è un mondo. Il copywriter, infatti, lavora con una delle prime forme di comunicazione conosciute: la parola, che rappresenta il primo strumento espressivo a cui ci approcciamo. E per farlo deve incamerare una buona dose di conoscenze che fuoriescono spesso sotto forma di un semplice slogan, di un claim, di una head di un sito. Ma dietro a quella sequenza di caratteri c’è un mare di lavoro: di norma, dietro a una frase semplice si nasconde un ragionamento complesso. Parola di copywriter, anche se in erba.

E quindi, come si coltiva questo orticello? Mi affido alle parole di una copywriter e web writer che stimo, Valentina Falcinelli di Pennamontata:

“Non basta saper fare i conti per essere un contabile, come non basta saper scrivere per essere un copywriter. Per diventare copywriter non è sufficiente saper scrivere: altrimenti tutti saremmo dei copy. È pur vero che un copywriter deve saper scrivere. E bene, pure. Un copywriter deve essere creativo. Deve giocare con le parole e le idee, senza innamorarsi però di calembour e frasette ad effetto. La creatività non si insegna, ma si può coltivare”.

What-to-look-for-in-a-CopywriterE a questo mantra, alla necessità di nutrirsi di conoscenza che si traduce nella celeberrima massima “Stay hungry”, io aggiungo: ci vuole passione. Chi fa questo mestiere ha il fuoco che arde dentro, che lo spinge a diventare copywriter prima ancora di capire (e di far capire agli altri) di che lavoro si tratta. Il copywriter è uno scrittore ante litteram, un giocoliere delle parole che prova un amore indiscusso per tutto ciò che le parole e la creatività possono generare. Per cui alla vecchia cara massima, mi sento di opporre la massima di una copywriter, seppure in erba: “Be passionate”.

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