In Out Of The Blue

Domenica 21 agosto si è svolta la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi estive di Rio de Janeiro che per più di due settimane hanno saputo regalare emozioni uniche in tutto il mondo. Come ricordato durante l’evento, possiamo comunque già iniziare ad attendere il prossimo appuntamento che si svolgerà nel 2020 a Tokyo. Due anni prima, nel 2018, ci saranno inoltre le Olimpiadi invernali a PyeongChang, in Corea del Sud.

Lasciamo però da parte le fantastiche performance atletiche che questi eventi ci regalano per parlare di qualcosa molto più legato alla comunicazione: il marchio che li contraddistingue. Nella galleria di Wikipedia possiamo vedere tutti gli emblemi realizzati a partire dal 1896 fino ai nostri giorni. I primi riportati sono in realtà dei manifesti perché all’epoca non era ancora in uso la realizzazione di simboli contraddistintivi. In questo elenco è sicuramente interessante notare la precoce modernità di alcuni di essi, per esempio di Tokyo 1964 o Messico 1968, e le somiglianze fra periodi differenti, per esempio fra Barcellona 1992 e Sidney 2000. Milton Glaser, nel sito di AIGA, l’associazione per designer più importante degli Stati Uniti, ripercorre ognuno di questi marchi attraverso una sintetica e puntuale analisi della loro efficacia comunicativa.

2016_Rio_Summer_Olympics_logo-650x410Limitandoci agli emblemi più recenti, possiamo ricordare i pregi e le difficoltà incontrate dal simbolo creato dall’agenzia brasiliana Tàtil per Rio 2016. Il sinuoso intreccio utilizzato ha, infatti, subito accuse di plagio (nei confronti del logo della Telluride Foundation e dell’opera d’arte “La Danse” di Henri Matisse) e numerose critiche sulla sua composizione grafica. logo_paodeacucar-852x500L’agenzia, attraverso un’interessante video, ha fornito preziose informazioni sul lavoro di progettazione svolto, dagli obiettivi alle infinite prove per il logotipo. In particolare il simbolo vuole esprimere il calore della popolazione di Rio attraverso l’unione e la condivisione e il luogo di svolgimento attraverso il Monte Carcovado che definisce la linea superiore delle tre figure. La grafica tridimensionale è stata, inoltre, utilizzata per aumentare il coinvolgimento con l’evento.

tokyo2020Le accuse di plagio e le contestazioni sui marchi delle olimpiadi sembrano essere una ordinaria realtà che puntualmente ritorna a ogni presentazione ufficiale. Infatti, anche il logo realizzato da Kenjiro Sano per Tokyo 2020 è stato accusato di plagio nei confronti del logo del Teatro Liegi, disegnato da un designer belga. In questo caso le accuse sono state talmente forti da costringere il Giappone al ritiro e alla conseguente riprogettazione dell’emblema.

Il nuovo logo ufficiale per le Olimpiadi giapponesi utilizza una forma geometrica a scacchiera composta da tre diverse tipologie di rettangoli e mira a trasmettere un messaggio di unità, oltre la diversità culturale. Lo stile grafico risale al periodo storico Edo (1603-1868) ed è molto popolare in Giappone come simbolo di eleganza e raffinatezza.Web

Infine il marchio scelto per la manifestazione invernale di PyeongChang 2018 utilizza le due principali lettere del nome della città, P e C, trascritte nell’alfabeto coreano. Il secondo simbolo, essendo una stella stilizzata, mira a rappresentare anche la neve, il ghiaccio e le vere “stelle” dell’evento, ovvero gli atleti. I colori utilizzati vengono considerati come tradizionali per il Paese e sono, inoltre, gli stessi dello stemma olimpionico a cinque cerchi.2000px-PyeongChang_2018_Winter_Olympics.svg

Fonti:

http://www.gazzetta.it/Sport-Vari/01-09-2015/olimpiadi-tokyo-2020-ritira-logo-ombre-plagio-designer-1201178690706.shtml

https://tokyo2020.jp/en/games/emblem/

http://tatil.com.br/w/projetos/rio-2016-jogos-olimpicos/

https://www.olympic.org/news/pyeongchang-2018-launches-official-emblem

http://blog.pixell.it/marchio-olimpiadi-rio-2016-storia-e-polemiche/

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