In Digital Life

Boh. Sarà che sono un po’ old style rispetto alle moderne generazioni, ma quando ho letto qualche info su Snapchat mi sono venuti in mente gli ordigni dei film di spionaggio che si autodistruggono dopo un tempo prestabilito. Se ci cincioni un po’ e sei fuori dal giro della pubertà da tempo, ti accorgi che è una app intuitiva ma allo stesso tempo che corre più veloce di te.
Ha un tempo tutto suo, molto all’americana direi. Scatti una foto, la condividi, puoi anche creare un gruppo coi tuoi amici dove scambiare immagini, e fin qui tutto bene.

Ma c’è di più, infatti questo instant messaging prevede che dopo aver condiviso una foto, questa si autoelimini dopo la visualizzazione. Non fai tempo a fermarla nella mente che questa è già sparita. Questo mi porta a esprimere due considerazioni: innanzitutto che scambiarsi foto è come parlare, starnutire o bere un bicchier d’acqua, mentre una volta per mandarsi foto ci voleva il piccione viaggiatore, e chissà se arrivava sano e salvo a destinazione.

Seconda considerazione: si è persa l’arte del collezionare e custodire gelosamente i ricordi, che seguono il ritmo di un battito di ciglia. Ma vabbè. E’ simbolo dell’immediatezza di un’epoca che non sa aspettare e ha bisogno di scambiarsi informazioni il più velocemente possibile, ma anche di emozionarsi nel modo più rapido possibile: un carpe diem in veste social.

Ma siccome non mi va di fare la suocera della situazione, devo ammettere che è rilassante non avere in giacenza nel telefono il cosiddetto album scomodo, quello dove a volte incappi per sbaglio e vorresti fare a pezzi perché rappresenta la peggior versione di te.

E così ecco il bello di Snapchat: anche se sembri la strega di Biancaneve in quel momento, nessuno si ricorderà di te. :)

Recommended Posts

Start typing and press Enter to search