In Digital Life, Marketing, Modus operandi

Condividilo su Facebook, pubblicala su Instagram, dillo su Twitter, crea una storia su Snapchat. Ok, e poi? Quanto dura l’effetto di una comunicazione sui social network?  Quanto valore ha e quanto ne fa acquisire al brand o al prodotto/servizio che promuove? Perché quasi sempre di promozione si tratta, e quasi mai di conoscenza e dati “utili”: i post sui social possono infatti essere classificati come consigli per gli acquisti (l’80% dei regali di Natale viene scelto su Instagram).

La velocità di pubblicazione e la quantità di contenuti nuovi e originali richiesti dai social network possono essere troppo onerose per una singola azienda, che per fortuna sempre più frequentemente o si affida a un’agenzia di comunicazione oppure assume risorse umane specifiche per gestire la sua presenza sui social media. Ma c’è anche un’altra via che, pur non rinunciando ai social (che comunque servono, eccome se servono…), funziona molto bene: si chiama blog.

Cosa? Ma i blog non erano finiti assieme al decennio scorso? Sì, o quasi. Ma sono tornati. La loro importanza è dovuta alla possibilità di approfondire i temi di cui si scrive. Il tono di voce poi è solitamente meno promozionale rispetto ai social e meno finto gggiovane-cool-ironico-sintetico-smart-catchy-chic, da influencer wannabe che può risultare (e risulta spesso) noioso e omologato alla massa di messaggi pressoché identici che straripano da ogni wall.

Invece un blog è un blog: lento, lungo, e noioso. Lo sai già da subito. Ed è per questo che potresti addirittura aver voglia di leggerne uno. Proprio perché l’ha scritto quella professionista che se ne intende di xyz, anche se non scrive mai su Facebook e Instagram non se l’è nemmeno fatto. Però che brava che è a fare il suo lavoro. Eh appunto, e io devo fare il mio… Aspetta che vado a leggere se ha pubblicato qualcosa a riguardo, che mi serve proprio adesso.

I blog possono quindi essere UTILI a chi li legge. Utili non solo come consigli per gli acquisti, ma come consigli su come svolgere un lavoro, organizzare una festa, fissare un appuntamento. Idee e spunti per approfondire e sviscerare un discorso, instaurare un dialogo rispettoso, senza insulti, razionale e non solo emotivo, come succede troppe volte sui social.

Un altro aspetto positivo dei blog è la possibilità di chiudere i commenti agli articoli, senza preoccuparsi delle eventuali volgarità che pochi utenti frustrati potrebbero aver voglia di riversarci dentro. I blog fanno o dovrebbero far parlare gli esperti dei vari settori, che hanno voglia di condividere le loro conoscenze, ma magari non ne hanno alcuna di rispondere ad accuse pretestuose o di fermare fiumi di rancore a caso.

Più che in altri ambienti, se si sbaglia sui social è un attimo farsi male. Sul proprio blog invece è più difficile fare scivoloni (anche se non impossibile, ed è per questo che affidarsi a un’agenzia è comunque una buona idea), proprio perché di solito c’è un po’ di tempo in più per le correzioni sui testi e per pensare a eventuali implicazioni sfavorevoli legate ai contenuti che si vogliono pubblicare. Perché se è vero che viviamo in un mondo quasi completamente globalizzato, le sensibilità locali sono ancora profondamente diverse, da mercato a mercato, da continente a continente. E che siano tutte raggiungibili da un unico indirizzo web per un verso facilita le cose, ma dall’altro le complica.

Lo strumento del blog invece semplifica la situazione, e pur essendo abbastanza oneroso da un punto di vista di ore lavoro e conoscenze richieste per scrivere articoli di buon livello, è più indipendente e autonomo, libero dalle logiche frenetiche dei social e dai loro algoritmi.

Poi, certo, dopo averlo scritto si condivide subito il post del blog. Dove? Sui social. Ah. Ma il contenuto sarà (auspicabilmente) di qualità superiore e con un’alta probabilità che continui a vivere anche in futuro sui motori di ricerca e a portare nuove persone interessate ad approfondire argomenti specifici sul blog del nostro sito. Persone che magari potranno pure diventare nuovi clienti, proprio grazie a uno scambio libero e gratuito di conoscenze professionali, utili e condivisibili. Grazie a un blog.

 

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